“OH INDIA!” DI CAROLYN MATTHEWS -VIAGGIO DI UNA DEVOTA SULLE TRACCE DEL SUO MAESTRO – BABAJI PARTE 3°

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BABAJI

babaji

Abbiamo dormito qualche ora in treno ma ormai è da molti giorni che dormiamo poco. Siamo  cariche di gioia, beatitudine e meraviglia.

Siamo scesi dal treno a Kathgodam alle 5:45 del mattino e  ci siamo diretti in macchina a nord, verso Ranikhet all’Ashram YSS di Dwarahat.

La salita verso le pendici dell’ Himalaya sembrava una roba da film d’azione! Le strade si attorcigliavano e stringevano sempre più in salita , attraverso piccole aree di dolce umanità. Non ho visto tanta povertà quanto semplicità. La strada era spesso ad una sola corsia fiancheggiata da un profondo dirupo. Le auto (inclusa la nostra) procedevano molto velocemente lungo queste strette curve suonando i claxon all’impazzata come a dire “sto arrivando” mentre si affrettavano curva cieca dopo curva cieca. I bambini, la gente, mucche, cani, capre, tutti sapevano cosa il suono dei claxon significava e velocemente ma con tranquillità, si spostavano dalla strada (di poco) e continuavano le loro attività senza problemi. Ho visto così tanta bellezza oggi nello scenario creativo di Dio (spettacolare) e nei suoi amabili figli.

Sono a Casa, se mai ci fosse un posto sulla terra in cui ci si può sentire a Casa, è questo. La mia anima sta cantando è la realtà di essere qui, di nuovo, dopo così tanto tempo è difficile da credere e da elaborare.

In questo momento sono seduta al sole nei terreni dell’ashram. La percezione della pace e della presenza di Dio e del Guru è palpabile. È la stessa pace e la stessa sensazione che si prova in tutti gli ashram del Maestro. In questo momento sarei pronta a scappare via da tutto quello che ho e da tutti quelli che amo per vivere in questo luogo santo. Ma la mia intuizione mi dice che devo tornare a Dio in un mondo più difficile e pieno di sfide – dove l’isolamento dal livello spirituale di questo ambiente e di questo modo di pensare ti ingoia con forza. Grazie Maestro per avermi dato i miei cari amici della  SRF di Thunder Bay, Julian and Krishna. Vorrei che fossero qui.

Questo è il paese di  Babaji. Babaji è nella mente di tutti qui.

La sua presenza è forte. Cercherò di concentrarmi nel mettermi in sintonia con Babaji nei prossimi giorni. Ora è il momento di fare un sonnellino, sicura nel grembo della Madre Divina. Jai Guru! Jai Ma! Tutti noi ci siamo concessi il riposo di cui avevamo tanto bisogno e siamo andati alla meditazione delle 20:00. Il programma dell’ashram è il seguente:

-Esercizi e meditazione del mattino secondo i propri orari.

-8:30 Colazione

-12:30 p.m. Pranzo

-2 p.m. Chai (thè) e spuntino

-dalle 5:30 alle 7:30 pm esercizi all’aperto e meditazione. A seguire studio della Gita

-8 p.m. Cena (in India si cena a quest’ora generalmente)

28 Febbraio 2008 – La grotta di Babaji

Il cibo qua è semplice, caldo e nutriente. È uno stile di vita davvero austero e mi ricorda in qualche modo  Silver Islet. Ho imparato a farmi il bagno e lavarmi i capelli con un solo secchio d’acqua!

Oggi abbiamo viaggiato su strade ad una corsia ancora più ripide e ventose sempre più in alto alle pendici dell’ Himalaya. Lo scenario è mozzafiato. Ci siamo fermati tre volte per scattare fotografie di scorci delle alte, bianche montagne himalayane in lontananza. L’intero viaggio è stato spettacolare, e l’interazione con la gente del posto è stata tenera e affettuosa. Abbiamo lasciato la macchina e abbiamo iniziato l’ardua salita verso la grotta di Babaji – in alto sulla collina – attraverso un sentiero roccioso di montagna. Ci siamo dovuti fermare molte volte per riprendere fiato. È stata una dura scalata.

A metà strada ci siamo fermati presso un piccolo fiume dove Lahiri Mahasaya si rinfrescò prima della sua iniziazione al Kriya. In cima alla salita (2 miglia?)  c’è un mandir (tempio) di meditazione nuovo, costruito dalla YSS nel punto in cui Babaji materializzò il palazzo d’oro per l’iniziazione al Kriya Yoga di Lahiri Mahasaya.

maestro

Autobiografia di uno Yogi

L’incredibile storia è raccontata per intero nell’ Autobiografia di uno Yogi. Abbiamo cantato e meditato là per un pò, abbiamo pranzato, e poi abbiamo proseguito verso la grotta di Babaji. Tutto era come lo avevo immaginato. La vibrazione di pace era forte e sacra. Ho meditato insieme agli altri del gruppo all’interno della grotta. Mi sentivo meravigliosamente. Ho pregato per un segno della presenza di Babaji o per una benedizione ma a parte le meravigliose vibrazioni generate dal meditare nella caverna , non è successo niente di inusuale. Ho pensato tra me e me, oh bè, forse non sono andata abbastanza in profondità o non sono abbastanza evoluta per sperimentare niente del genere. Mi andava bene così. Alla fine della meditazione mi sono inchinata e ho toccato con la mia fronte il freddo pavimento di pietra di fronte all’immagine di Babaji.

Nel momento in cui la mia fronte ha toccato il suolo, onde di beatitudine e amore si sono riversate su di me. Una tale gioia, troppa gioia, non riuscivo a contenerla ed è andata via. La mia preghiera di sentire la presenza di Babaji era stata più che ascoltata, ad un livello tale che ero a malapena  in grado di trattenerlo. L’amore è stata le percezione predominante, amore incommensurabile. Sono uscita in disparte e ho cercato di ricompormi, cosa che ha richiesto un bel po’ di tempo. Quale pace, quale amore, che ricordo per la vita. Sarei potuta rimanere li per sempre. Jai Babaji! Ti ringrazio per avermi fatto sperimentare la Tua natura, amore sconfinato.

 

29 Febbraio 2008 – Dwarahat Ashram

Quando sono tornata dalla caverna ieri nel tardo pomeriggio, ero completamente prosciugata, fisicamente ed emotivamente. Me ne sono andata diritta a letto e ho dormito dieci ore di fila. Mi ha fatto bene. Anche il bagno da un secchio che ho fatto al mattino mi ha fatto bene. Abbiamo visitato l’adiacente scuola elementare  che la YSS sostiene e dirige. È stata un’esperienza che non ha prezzo. I bambini se ne stavano ordinati e in fila ed eseguivano i canti, le preghiere e gli esercizi di ricarica della YSS (SRF). Essi sono mondi più avanti dei nostri bambini a questo riguardo. La gente locale qui ha molto poco materialmente parlando, ma la loro felicità e soddisfazione è evidente. Sembra una vita molto semplice e pura paragonata alle nostre vite super impegnate, piene di tv spazzatura, e ore sprecate su internet ecc..

Melody  e Jay  hanno trascorso la giornata alla scuola dei bambini oggi, per fare dei lavori di pittura e manutenzione. Noi ci siamo seduti nel pomeriggio a parlare con Swami Nirvananda. Che uomo dolce e saggio. Ci siamo scaldati al caldo sole indiano e quando ha iniziato a tramontare abbiamo fatto gli esercizi di ricarica nel cortile e dopo abbiamo meditato nel mandir. Mentre sedevo nel mandir pensavo e ripensavo, “ questo è quello per cui sono venuta in India”. Mi ha toccato profondamente il cuore assistere all’aarti della sera (rituale di invocazione a Dio) e meditare con i devoti locali. Lo sento naturale e familiare e molto, molto piacevole. Dopo la meditazione siamo andati di sopra per la lezione sulla Gita con lo Swami, e poi a cena. Dopo siamo tornati al mandir per i kirtan (canti devozionali) dalle 8:30 alle 10 pm. È stato meraviglioso. L’interpretazione e le canzoni di Brenda (shantilok) erano particolarmente commoventi. È stata decisamente un’ottima giornata.

1 Marzo 2008 – Dwarahat Ashram

Ho fatto una bella dormita. Abbiamo guardato i bambini praticare arti marziali nel mattino e dopo siamo andati al mercato del villaggio per cercare una connessione internet (senza successo). Abbiamo girovagato per le strade e fatto un po’ di shopping. Abbiamo passato un bel po’ di tempo oggi chiacchierando informalmente con Swami Nirvananda. Adoro gli esercizi della sera e l’ aarti e la meditazione che comincia alle 5:30. Dopo aver letto un capitolo della Gita lo Swami ci ha dato alcune informazioni molto interessanti sulla grotta di Babaji. Cena e una bella bottiglia di acqua calda. Le notti sono fresche e non c’è riscaldamento. Domani ultimo giorno a  Dwarahat.

2 Marzo 2008 – Dwarahat Ashram

In piedi prima dell’alba ho fatto i miei esercizi e ho meditato nel mandir. Mi sento bene. C’è stato un satsanga dalle 10 alle 12 pm oggi tenuto da Swami Gynananda. Il  mandir era  pieno di gente del posto e noi pochi stranieri. L’argomento trattato era Praticare la presenza di Dio ed egli ci ha parlato di frate Lorenzo e di come egli offrisse ogni piccola azione a Dio e di come lavorare o pregare fossero la stessa cosa per lui. Ho molta familiarità con questi concetti e parole di frate Lorenzo ma esse non possono mai essere ascoltate e ripetute abbastanza. Sono l’essenza stessa della strada di ritorno verso Dio. Devo cercare di essere più cosciente nell’offrire ogni momento, ogni azione, ogni pensiero a Dio in modo da rimanere sempre connessa. Dopo il discorso una giovane donna indiana ha cantato dei canti devozionali dolci e ispiranti. È stato un bellissimo momento trascorso in India, seduta alle spalle del mandir ad assaporare tutto questo. Dopo il servizio lo Swami ci ha offerto del prasad (dolci benedetti) dalle sue mani.

Dopo pranzo siamo andati al villaggio per ritirare  dal sarto le camicette per i nostri nuovi sari e per usare internet. Il villaggio sembra più familiare ogni volta che ci si va, ma noi siamo gli unici stranieri in giro.

Swami Nirvananda ha chiacchierato molto gentilmente con noi nel pomeriggio prima della nostra partenza. Ci ha anche accompagnato in una breve passeggiata lungo un sentiero scosceso per mostrarci una statua di pietra vecchia di secoli. Era incredibile.

È stata dura lasciare Dwarahat. Era così pacifico, semplice e ispirante stare là. Un  meraviglioso assaggio dell’India rurale.

La discesa lungo la strada irta è stata un’esperienza da far drizzare i capelli almeno quanto l’andata ! Scenari spettacolari, scene di vita nei villaggi, curve e tornanti. Ma alla fine ci ha condotti al nostro treno e io e Mel abbiamo condiviso il compartimento con un uomo e una donna. È il momento di dormire un po’. Jai Guru! Jai Babaji!

(continua… le altre parti del giornale nella sezione India)

BABAJI

 

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