VIAGGIO A VARANASI

Varanasi (Benares)
3 Marzo 2008 – Delhi
Sembra che le 5 ore e mezza di viaggio in treno siano passate in un lampo. Ho dormito davvero bene. Siamo arrivati a Delhi alle 4 e mezza del mattino. C’era una grande attività alla stazione, anche ad un simile orario. Ci siamo recati immediatamente ad un tempio Sikh là vicino, molto interessante, e dopo ad un tempio Hindu molto grande e ben tenuto. Le sculture che si trovavano in esso erano incredibili. Abbiamo meditato là per un po’ e abbiamo partecipato all’aarti del mattino. Siamo usciti mentre il sole sorgeva su Delhi, poi ci siamo recati allo Swati Hotel per farci una doccia, riposare e mandare qualche email.
Dopo Brenda (shantilok) ci ha portati al Hyatt Regency per il brunch buffet. L’hotel era di classe e il buffet eccellente. L’amico di Brenda, Bonny si è unito a noi là per il pranzo. Quindi abbiamo fatto un po’ di shopping in una zona molto carina e abbiamo avuto 2 ore e mezza libere per girovagare. Ho preso qualche capo d’abbigliamento e poi io e Mel ci siamo comprate delle belle scarpe indiane. Divertente!
Abbiamo cenato in un posto che era la versione indiana di Denny’s e poi ci siamo diretti alla stazione. Salire sul treno con tutti i bagagli è sempre un’esperienza intensa, dal momento che ti ritrovi circondato di facchini, i quali dopo essere stati ingaggiati da Brenda procedono col caricarsi due delle nostre pesanti borse sulla loro testa. Roba da far rabbrividire un chiropratico! Abbiamo eseguito dei canti e abbiamo meditato e subito dopo ci siamo messi a dormire intorno alle 10. Il treno è arrivato alle 8:30 del mattino a Varanasi (chiamata anche Benares). Il treno è veramente un ottimo mezzo per viaggiare dal momento che puoi raggiungere qualunque luogo mentre dormi, il che comporta un notevole risparmio in termini di costi di sistemazione e tempo prezioso.
4 Marzo 2008 – Varanasi
L’autista dell’hotel era alla stazione di Varanasi ad aspettarci. Le scene che abbiamo visto mentre ci muovevamo nelle strade strette, sporche e congestionate di Varanasi erano incredibili. Ci siamo dovuti recare a piedi dal parcheggio fino all’hotel che si trovava sulle rive del Gange. La nostra stanza guardava al Gange. Era tutto così incredibile (so che sto usando tantissimo questo aggettivo, ma mi trovo davvero sorpresa ad ogni passo). L’hotel è molto carino, pulito e organizzato e tutti sembrano molto affezionati a Brenda.
Dovevo portare dei tessuti per i nostri abiti dal sarto così una guida di nome Pappu mi ha accompagnato attraverso gli stretti vicoli, larghi meno di due metri. Le macchine non possono entrare in queste vie, solo le persone, le biciclette, mucche, cani e capre. Questi vicoli di Varanasi erano sporchi di fango, spazzatura, resti di cibo, letame, polvere ecc… Finalmente siamo giunti alla bottega del sarto che era spaziosa e confortevole. Mi hanno preso le misure per prepararmi un paio di completi e poi mi hanno mostrato dell’altra merce. Alla fine ho comprato un altro completo e un bello scialle. Siamo tornati e abbiamo pranzato nel ristorante sul tetto dell’hotel che era meraviglioso. Continuo a sorprendermi all’idea di essere qui, a guardare il Gange dalla mia stanza. Com’è successo?
Questo pomeriggio è stato molto pieno. Abbiamo visto molte cose. e vissyuto tante esperienze. Abbiamo girato la città a bordo di un moto-rickshaws a tre ruote. Era un modo divertente di girare e ti metteva più in contatto con l’energia della strada. D’altro canto era molto caldo, polveroso, rumoroso ed inquinato. Abbiamo visto molti bazar e zone commerciali brulicanti di atticità. Per lo più si trattava di piccoli negozi polverosi che vendevano le loro specialità. Abbiamo visto il campus dell’Università di Benares e il tempio che era molto pulito e incredibilmente ben tenuto. Quindi siamo andati nei terreni dell’ashram di un a Baba Guru (non ricordo il suo nome intero ma è molto conosciuto qui). E quindi all’ashram di Anandamoy Ma, della quale si parla nell’Autobiografia di uno Yogi. Sono stata molto bene in quei luoghi. Abbiamo meditato di fronte al luogo in cui il suo corpo è conservato e le vibrazioni erano molto forti. Siamo andati quindi all’ashram del famoso mistico indiano Kabir, e ad un tempio hindu che era molto controllato e frequentatissimo. Si veniva controllati quando vi si entrava e dovevi passare attraverso un metal detector (il risultato del terrorismo mondiale). Questo era sicuramente il posto che ho preferito di meno. Abbiamo fatto un po’ di shopping e siamo tornati dal sarto, dove Jay ha ordinato dei kurta e Melody ha comprato un sari. Dopo siamo andati in un negozio di olii essenziali molto molto interessante.
Più tardi abbiamo assistito all’aarti della sera celebrato sul Ghat e ci siamo seduti a meditare sul lastrone di pietra da cui Mataji venne fuori quando chiamò Babaji (una storia raccontata nell’Autobiografia di uno Yogi). La cerimonia dell’ aarti era svolta ad un volume molto alto, era piena di colore e davvero toccante con la musica, le luci e tutta quella gente – centinaia di persone del posto insieme a numerosi turisti – tutti raccolti lungo le rive del Gange in Varanasi. Una giornata davvero intensa, piena di azione, che ci ha dato un assaggio affascinante della vita di Varanasi, la città più antica del mondo.
5 Marzo 2008 – Varanasi
Questa mattina siamo usciti per un giro in barca di due ore sulle acque del Gange, su e giù dai ghat discendendo il fiume. Erano già pullulanti di gente e attività alle 8 del mattino. E quello che abbiamo potuto vedere!! Grazie al cielo ho fatto delle riprese perché non avrei mai potuto ricordare tutti i dettagli. Abbiamo visto centinaia di pellegrini farsi il bagno e nuotare lungo le sponde, bambini che venivano battezzati – benedetti dalle acque della Madre Ganga, sadhu nudi che facevano il bagno. Molte persone pregavano, apparentemente incuranti dei numerosi turisti stranieri che le guardavano e facevano foto. C’erano panni stesi ad asciugare sui gradini dei ghat dal personale delle lavanderie; siamo passati davanti ad un crematorio elettrico, usato da quelle persone troppo povere per permettersi una cremazione sul più popolare ghat crematorio lungo il fiume a breve distanza; abbiamo visto corpi avvolti in drappi color ocra che venivano bruciati. Dopo la cremazione le loro ceneri vengono sparse nelle acque del Gange. Cerano mucchi di cenere sulle sponde del fiume. La gente povera va a setacciare le ceneri in cerca di oro o gioielli appartenuti ai defunti.
Ci sono molto turisti stranieri qui, tutti attratti dalla voglia di essere testimoni del dramma umano di Varanasi.
Sembra che la maggior parte degli indiani che vivono in Varanasi abbia un forte lato spirituale – segni di un’aperta spiritualità si trovano dappertutto – dipinti, santuari, immagini, ghirlande di fiori per le offerte, incenso, statue, segni sulle fronti, il simbolo dell’Om sui veicoli, sacerdoti brahmini in abbondanza, uomini sacri al riparo di ombrelli con ai piedi il loro seguito di discepoli; tutti sembrano avere un guru o una divinità preferita. Oggi è la vigilia del festival di Shiva chiamato Maha Shivaratri e abbiamo visto gente decorare felicemente i carri per la parata. Stasera ci è stato raccomandato di non uscire per le strade perché c’è un uso molto largo di alcool e “ganga bomb” [un tipo di droga] legato a questo festival che celebra il matrimonio tra Shiva e Parvati.
L’ Ashram di Lahiri Mahasaya
Siamo andati anche alla casa di origine di Lahiri Mahasaya, giù per un affollato, piccolo vicolo. L’edificio non è accessibile, comunque abbiamo lasciato dei fiori all’ingresso e abbiamo meditato di fronte alla soglia che numerosi grandi santi e uomini di Dio hanno varcato molti anni fa. Swami Sri Yukteswar (il Guru del mio Guru), e i genitori di Yogananda, hanno frequentato questo ashram. Proprio dietro l’angolo c’è un ashram che conserva le ceneri di Lahiri Mahasaya. Era bellissimo con le sue statue d’avorio e tutte quelle meravigliose immagini antiche di santi, Yogananda incluso. C’era una speciale stanza usata come tempio con una grande statua di marmo raffigurante Babaji di fronte ad una pittura murale himalayana. Mi piaceva tantissimo stare la dentro. Abbiamo meditato per un po’ davanti alla statua. Quindi siamo saliti al piano di sopra, in un’altra stanza santuario in cui sono conservati i sandali di Lahiri e alcun altri oggetti appartenuti a lui. Di nuovo, meravigliose immagini antiche di santi riempivano la stanza e c’erano alcuni manoscritti incorniciati di Lahiri Mahasaya (il Guru del Guru del mio Guru!!).
6 Marzo 2008 – Varanasi
Abbiamo dormito e dopo abbiamo mangiato dei pancake alla banana presso il ristorante sul tetto. Semplici piaceri! C’era il sole e una leggera brezza soffiava sul Gange e sui Ghat. La nostra guida Pappu ci ha portati all’ashram dello Swami Trailanga. Di lui si parla nell’Autobiografia di uno Yogi. Siamo entrati là alle spalle del ghat crematorio – c’erano delle vibrazioni molto pesanti là dietro. Ma quando ho toccato i gradini dell’ashram con le mie mani (un gesto di rispetto) ho ricevuto un elettro-schok! Le vibrazioni in questo edificio erano fortissime e molto belle. Siamo stati privilegiati nel poter assistere alla pulitura annuale della statua dello Swami e alla sua nuova vestizione. Siamo stati invitati a partecipare alla procedura e abbiamo ricevuto del prosad (dolci benedetti) alla fine della cerimonia. Quindi abbiamo meditato nel punto in cui Swami Trailanga entrò nel mahasamadhi (la cosciente uscita finale dal corpo). Le vibrazioni in quel posto erano molto percepibili. Egli era ovviamente un vero uomo di Dio ed un Maestro auto-realizzato. Dopo una rapida cena in hotel ci siamo diretti attraverso le pazze strade di Varanasi verso la stazione, per prendere il nostro treno che era in ritardo di un’ora. Mel si era presa il raffreddore così ci siamo subito affrettati a salire sul treno…
(continua… le altre parti del giornale nella sezione India)
VIAGGIO A VARANASI
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Comments 2
Eccezionale!
Posted 03 apr 2010 at 20:55 ¶vero? Grande Madre India!!!!
Posted 03 apr 2010 at 21:15 ¶Post a Comment
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